Menu Chiudi

Una melodia che trasforma il cuore

Davide prendeva l’arpa e si metteva a sonare; Saul stava meglio e il cattivo spirito andava via da lui. (I Samuele 16:23) C’era qualcosa di speciale in quelle melodie che Davide suonava! Al re Saul non mancava certamente la possibilità di trovare dei bravi musicisti nel suo regno. Ma l’esigenza di questo re non era quella di trovare dei maestri di musica, né scoprire nuovi talenti. Questo re aveva bisogno d’ascoltare musica capace di trasformare un’anima tormentata come la sua e liberarlo da quel senso di disperazione che gli impediva di andare avanti. Il suono ha molteplici scopi. Ci avverte: come quello di un allarme che suona e ci desta da quello che stavamo facendo. Ci informa: come il rumore dei passi di chi si sta avvicinando o come quello della pioggia che cade e ci fa conoscere le condizioni del tempo senza guardare il cielo. Ci rallegra: come il vagito del bambino che nasce. Ci preoccupa: come il pianto di un adulto nella sofferenza. Noi siamo strumenti in grado di emettere suoni, purtroppo molto spesso stridenti. Ma se Dio prende in mano questo strumento Egli è in grado di produrre “un dolce suono”. Il desiderio di “EFFATA’ WORSHIP BAND” è quello che, ogni qual volta prende “l’arpa”, emetta una melodia prodotta sotto l’unzione dello Spirito Santo capace di sollevare l’animo stanco. Possano i tanti “Saul” turbati, preoccupati o forse disperati per le vicissitudini della vita, essere accompagnati dalla lode di questo gruppo ai piedi della Croce ed essere trasformati da Cristo. Melodie suonate con umiltà e unzione che rallegrano il cuore di Dio e quello degli uomini. Musica benedetta, perché viene dal cielo; Che benedice, perché trasforma il cuore.

Pastore Gianpaolo Santoro

Condividi:

3 commenti

  1. Alessandro

    Grazie a Dio per il vs sentimento che si fonde col mio….
    Certo oggi è importante suonare mantenendo un sentimento umile, di servizio.
    Nelle chiede di oggi intravedo 3 pericoli
    Oggi capita che l’eccellenza del talento venga interpretato erroneamente come esibizionismo, o che il musicista ecceda e eclissi il sentimento di servizio, o peggio ancora che in molte chiese occorra suonare a basso volume pochi strumenti e poche note per paura che le profondità e le ampiezze dei suoni trascinino le emozioni e prendano il posto o si confondano con le reali benedizioni. Possa essere sempre il ns sentimento umile si, ma suonando maestrevolmente dando tutto noi stessi, e che i conduttori e gli anziani discernano i ns sentimenti, e che tutto sia guidato dall’unzione dello Spirito Santo. Pace

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *